Riforma della bolletta elettrica: stop alla struttura progressiva delle tariffe

  • On aprile 11, 2016

E’ entrata in vigore il 1° gennaio 2016 la riforma delle tariffe di rete per la bolletta elettrica, introdotta dalla direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica e recepita in Italia dal decreto legislativo n. 102/14 che stabilisce che sia l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGS) ad attuarla.

La nuova misura interessa la tariffa per i servizi di rete e la tariffa per gli oneri generali di sistema e persegue il superamento dell’attuale struttura progressiva delle due componenti tariffarie.

Come annunciato nel comunicato stampa dell’Autorità, “sostenere la diffusione di consumi efficienti, semplificare e rendere più trasparente la bolletta e rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete” sono i principali obbiettivi della riforma delle tariffe elettriche.

Il processo di riforma si concluderà nel 2018 quando la tariffa di rete e quella per gli oneri di sistema saranno uguali per tutti gli utenti e per ogni livello di consumo.

Ma cosa sono esattamente queste due voci di costo?

I servizi di rete servono a remunerare quelle attività legate al trasporto, alla distribuzione e alla misura dell’energia elettrica, mentre gli oneri di sistema servono a sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico, come i sussidi alla generazione rinnovabile e il supporto alla dismissione del nucleare. Va inoltre sottolineato che queste componenti tariffarie sono aggiornate periodicamente dall’Autorità e i loro valori sono identici sia per i consumatori in maggior tutela come per quelli sul mercato libero.

Mentre i servizi di rete sono composti da 3 quote suddivise in quota energia, corrispondente a centesimo di euro per kilowattora consumato all’anno, quota fissa €/anno e quota potenza pari ai kWh impegnati, la tariffa a copertura degli oneri generali di sistema è composta da una quota energia e una quota potenza.

Per entrambi i costi, che coprono circa il 40% della nostra bolletta, la quota energia segue una struttura progressiva e cresce in maniera più che proporzionale all’aumentare dello scaglione di consumo.

La riforma permetterà di superare questa progressività.

 

Per quest’anno l’Autorità ha modificato i costi relativi ai servizi di rete: i costi di misura, commercializzazione e distribuzione vengono coperti da una quota fissa pro-cliente (€/anno) e una quota potenza €/kW/anno e i costi per i servizi di trasmissione vengono remunerati solo in quota energia (€/kWh).

Dal 2017 si interverrà sulla tariffa a remunerazione degli oneri generali di sistema, limitando a due il numero di scaglioni di consumo ed eliminando la progressività della quota energia (c€/kWh) e ci sarà la piena applicazione della tariffa non progressiva per i servizi di rete.

 

Gli interventi sui servizi di rete interessano tutti i clienti, residenti e non, mentre gli interventi sugli oneri generali di sistema riguarderanno solo i consumatori residenti.

 

Queste novità incentivano l’installazione di apparecchiature elettriche efficienti come, ad esempio, pannelli ad infrarossi per il riscaldamento, pompe di calore o auto elettriche, attualmente frenate sia dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa sia della necessità di avere potenze disponibili maggiori. La riforma lavorerà anche sulla personalizzazione della potenza: gli utenti potranno scegliere il livello di potenza da impegnare in base ai propri comportamenti energetici e sarà azzerato il costo per l’aumento di livello (attualmente corrispondente a € 30/kWh di aumento richiesto).

La scelta di utilizzare apparecchiature elettriche efficienti non solo permetterà di eliminare i consumi di altri vettori energetici che per loro natura non sono rinnovabili, ma permetterà di ragionare in un’ottica di casa efficiente legata all’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili, ottenuta da sistemi posti al servizio dell’abitazione.

Nel complesso, il 75% della bolletta dipenderà comunque ancora dai kWh prelevati, mantenendo così un forte incentivo a comportamenti virtuosi da parte dei cittadini.

 

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